{"product_id":"katana-wado-ichimonji-di-zoro-one-piece","title":"Katana Wado Ichimonji di Zoro - ONE PIECE","description":"\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKatana Wado fantasy con lama in acciaio, fodero bianco in legno ed inserti color oro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCm 105\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan style=\"color: #202122; font-family: sans-serif;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 16px;\"\u003eLa katana era forgiata alternando strati di ferro acciaioso con percentuali di carbonio. L'alternanza di strati le conferiva la massima resistenza e flessibilità. Si partiva da un blocchetto di acciaio (tamahagane) riscaldato e lavorato mediante piegatura e martellatura. A ogni piegatura il numero degli strati si raddoppiava: con la prima piegatura da due strati se ne ottenevano quattro, con la seconda otto e così via. Alla fine della lavorazione, dopo quindici ripiegature, si arrivava a 32768 strati. Ulteriori ripiegature erano considerate inutili perché non miglioravano le caratteristiche finali. Si definiva poi la forma generale della lama: lunghezza, curvatura, forma della punta (kissaki). Il filo era indurito mediante riscaldamento e successivo raffreddamento in acqua (tempra). La lama era poi sottoposta a un lungo procedimento di pulitura eseguito con pietre abrasive di grana sempre più fine. L'ultima finitura era eseguita manualmente con particolari barrette di acciaio. Il procedimento era effettuato per esaltare il più possibile le caratteristiche estetiche della lama.[9][10]\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan style=\"color: #202122; font-family: sans-serif;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 16px;\"\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan style=\"color: #202122; font-family: sans-serif;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 16px;\"\u003eIl procedimento costruttivo tradizionale è ancor oggi tramandato di generazione in generazione, dal mastro forgiatore all'allievo forgiatore. La tecnica di forgiatura prevede generalmente:\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan style=\"color: #202122; font-family: sans-serif;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 16px;\"\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan style=\"color: #202122; font-family: sans-serif;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 16px;\"\u003epreparazione dei materiali per la fusione: grande quantità di carbone, pezzi di ferro sminuzzato e minerale di ferro fusi in una fornace (tatara), all'aperto o nella fucina; il pezzo d'acciaio di fusione viene quindi raccolto in una ciotola apposita e trasformato in un blocco approssimativamente cubico;\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan style=\"color: #202122; font-family: sans-serif;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 16px;\"\u003epulizia delle crepe e delle irregolarità: il blocco cubico grezzo è sottoposto a pulizia, poi forgiato e trasformato in un parallelepipedo grezzo e irregolare, quindi ulteriormente forgiato e sezionato a metà. Questo processo è ripetuto da quattro a otto volte, prima che il pezzo d'acciaio sia pulito e utilizzabile;\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan style=\"color: #202122; font-family: sans-serif;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 16px;\"\u003eforgiatura: il parallelepipedo d'acciaio è sottoposto a forgiatura, portandolo al calor rosso e battendolo, piegandolo e ribattendolo fino a quindici volte, fino a ottenere la tipica stratificazione dell'acciaio. Questa tecnica ricorda un procedimento medievale con cui si produceva un tipo di acciaio chiamato damasco (i primi ad avere spade con acciaio stratificato furono gli arabi Omayyadi, che avevano però appreso tecniche d'origine indiana). Questa stratificazione è necessaria per rendere la lama flessibile e molto dura, così dura da non intaccarsi nemmeno con fendenti su corazza o su altra spada. L'estrema durezza permette inoltre di ottenere un filo molto fine e tagliente senza renderlo troppo fragile;\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan style=\"color: #202122; font-family: sans-serif;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 16px;\"\u003eforgiatura finale: più comunemente per ottenere la forma finale della spada, si uniscono due tipi d'acciaio, uno dolce e uno duro, formando un'anima interna (acciaio dolce), un filo e un dorso esterni (acciaio duro). In realtà esistono vari tipi di procedimenti e molto dipende dall'abilità dell'artigiano;\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan style=\"color: #202122; font-family: sans-serif;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 16px;\"\u003etempra: dopo che la lama è cosparsa di particolari tipi di argille con peculiari proprietà di refrattarietà al calore, la lama è portata al calor rosso, poi immersa in acqua a circa 37° Celsius. Questa tempratura differenziata permette di ottenere un corpo più flessibile e un filo più duro;\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan style=\"color: #202122; font-family: sans-serif;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 16px;\"\u003erifinitura della lama: fase finale detta togi di competenza di un artigiano specializzato, chiamato togishi, addetto esclusivamente a questa operazione, che conferisce grande bellezza ed eleganza alla lama e ne definisce l'affilatura. Le riproduzioni di scarsa qualità non sono trattate con metodi tradizionali ma lucidate in vari modi, spesso con mole o carte abrasive.\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan style=\"color: #202122; font-family: sans-serif;\"\u003e\u003cspan style=\"font-size: 16px;\"\u003eIl codolo (nakago), la parte di lama all'interno dell'impugnatura, era rifinito con colpi di lima disposti in varie forme a seconda delle scuole e delle epoche, e vi si praticava il mekugi ana, un piccolo foro nel quale si fissava un piolo di bambù, chiamato caviglia (mekugi) che fissa il corpo della spada all'impugnatura in legno. Ora la lama è finita e si provvede a dotarla di tutte le finiture del koshirae.\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"MEDIOEVO","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":57354141434204,"sku":"XS733.55","price":39.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/9684\/8476\/files\/KatanaWado-1.png?v=1776168523","url":"https:\/\/www.nerdzonemilano.com\/en\/products\/katana-wado-ichimonji-di-zoro-one-piece","provider":"NERD ZONE Milano","version":"1.0","type":"link"}